Tania Bortolu

tania.bortolu[at]unina.it

Assegnista in: LOSPD (LOSPD)

Titolo del progetto di ricerca: Tutela della dignità del disabile: il diritto all’autodeterminazione nelle scelte di salute. Un'indagine comparatistica


Tania Bortolu è Assegnista di Ricerca in “Law and Organizational Studies for People with Disability” presso la Scuola Superiore Meridionale – Università degli Studi di Napoli Federico II – e Docente a contratto di “Diritto comparato” presso l’Università degli Studi di Sassari, ove ha pure conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in “Diritto ed economia dei sistemi produttivi”.

È membro dell’Associazione Italiana di Diritto Comparato (A.I.D.C.) e componente del Comitato di redazione della Rivista internazionale di diritto privato antico e contemporaneo “Archivio Giuridico Sassarese”.

È autrice di diverse pubblicazioni in materia civile, con particolare riguardo al diritto della famiglia e delle persone ed ha svolto diversi Convegni in qualità di relatrice sulle proprie tematiche di ricerca.

Il progetto di ricerca intende offrire uno studio sulla tematica relativa alla tutela della dignità delle persone con disabilità, con particolare riguardo al diritto all’autodeterminazione del disabile in riferimento alle scelte di salute, intese anche nell’accezione più specifica del c.d. “fine vita”, alla luce del ruolo che, negli ultimi decenni, ha investito le persone con disabilità, la cui tutela è stata oggetto di una crescente riflessione, nonché terreno fertile per il consolidamento e l’affermazione dei principi che attengono ai diritti fondamentali della persona, unitamente al sempre più attuale dilemma sulla contrapposizione tra la sacralità della vita e la qualità della stessa.

L’indagine investe temi complessi e molto dibattuti, quali la precisa individuazione delle fonti di diritto, il ruolo dei princìpi, il rapporto tra diritti fondamentali e l’esercizio della funzione pubblica, l’attuazione di un diritto fondamentale come espressione della libertà e della dignità dell’individuo; argomenti questi che suscitano riflessioni e spunti di metodo orientati a superare i confini spazio-temporali e ad estendersi ad un’analisi, finanche comparatistica, che osservi diacronicamente l’atteggiarsi della società e dell’ordinamento al cospetto della disabilità e delle sue molteplici realtà.

La complessità di offrire una definizione al concetto di autodeterminazione, inteso genericamente come mera libertà di scelta tra più opzioni possibili dell’uomo libero, deve misurarsi, in tale contesto, con le problematiche inerenti la nozione stessa di disabilità, posto che, in un àmbito quanto mai eterogeneo, coesistono persone afflitte da malattie ad ampio spettro e gravi disabilità anche con scarsi livelli di autonomia personale, per le quali la capacità di autodeterminarsi rappresenta non solo una necessità ma anche un obiettivo che, per potersi esplicare, esige un contesto favorevole di supporto e di promozione culturale e concettuale. Nella molteplicità di situazioni profondamente diverse ricondotte alla generale categoria delle disabilità è dunque necessario individuare meccanismi di rimozione degli ostacoli che tengano conto della tipologia di handicap da cui risulta essere affetta in concreto una persona; per tale ragione, il tema va affrontato anche in merito al linguaggio sia per evitare di stereotipare un modello rispetto ad una molteplicità di situazioni sia per scongiurare il rischio di attribuire al soggetto con disabilità un deficit secondo una visione medica che, non necessariamente, deve avere la stessa declinazione in termini giuridici.

In merito a tale aspetto, la ricerca si propone di analizzare la nozione finalistico-relazionale di disabilità di cui all’art. 1 della Convenzione ONU, che, nell’alinea e) del Preambolo, ne evidenzia il carattere dinamico e poliedrico; ciò nel tentativo di fornire un’avanzata chiave di lettura rispetto all’originario approccio sociale della disabilità e di proporre soluzioni anche in termini di unificazione della legislazione europea sulla dignità del disabile in materia sanitaria, posto che molti Paesi mostrano una significativa arretratezza rispetto ad altri nel disciplinare situazioni che riguardano, ad esempio, il diritto del paziente di rifiutare o di chiedere l’interruzione delle cure salva-vita.

A tal fine, la ricerca non potrà prescindere da un’indagine sul concetto stesso di qualità della vita, anch’esso polisemico e pluri-strutturato, sinonimo di benessere psicofisico, di sviluppo personale, di autodeterminazione, di inclusione, che in àmbito medico assurge a parametro di valutazione dell’efficacia del trattamento sanitario, mentre sotto il profilo giuridico è strettamente connesso con il concetto di dignità, quale strumento che può essere utilizzato per ampliare la sfera di autodeterminazione degli uomini e, di conseguenza, l’autonomia decisionale nelle scelte che involgono la salute e la cura di ogni soggetto.

Alla luce di quanto descritto, dal punto di vista metodologico, in una prima fase si procederà alla raccolta del materiale a disposizione sul tema, con particolare attenzione alle fonti bibliografiche di riferimento ed alla rilevazione dell’apporto giurisprudenziale delle corti nazionali ed europee, in merito alla definizione delle nozioni rilevanti ed alla corretta interpretazione della normativa sull’argomento di indagine. La ricerca si propone già in detto frangente di far uso del metodo della comparazione, ritenuto indispensabile per poter compiere una ricognizione attendibile della situazione giuridica propria del tema. Ciò con il fine di utilizzare tale osservazione nella successiva fase, in cui si procederà all’elaborazione del materiale a disposizione con un duplice obiettivo: da un lato, ricostruire ed indagare rigorosamente le criticità sopra descritte; dall’altro, formulare proposte volte ad implementare l’attuale impostazione normativa rispetto alla tutela della dignità delle persone con disabilità con riguardo alle scelte di salute nel quadro della disciplina della relazione di cura, in un contesto che già di per sé risulta di particolare complessità per via dell’evoluzione della scienza medica che oggi, più che in passato, tende ad imporsi in maniera significativa sull’esistenza umana ed a procedere ad una velocità maggiore rispetto all’approfondimento non solo giuridico, ma anche culturale e politico, con l’inevitabile conseguenza che, spesso, i tempi della medicina superano quelli della riflessione etica e dell’elaborazione politico-normativa.

 

 

2022

 

2022

 

2022

Articolo in rivista
BORTOLU T (2022). La valorizzazione dell’autonomia dei «soggetti deboli» nelle scelte sanitarie: alcune riflessioni dalla comparazione. COMPARAZIONE E DIRITTO CIVILE, p. 403-431, ISSN: 2037-5662

Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
BORTOLU T (2022). Nullità virtuale per violazione di norme imperative. In: Garofoli R. Focus magistratura. I FOCUS DI NELDIRITTO, p. 53-63, Roma / Molfetta:Neldiritto Editore, ISBN: 978-88-3270-917-9

Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
BORTOLU T (2022). Consenso informato e risarcimento del danno consequenziale. Tracce amministrativo, civile e penale, Nel Diritto editore, p. 175-190, ISBN 979-12-5470-063-1

 

2022

Monografia
BORTOLU T (2022). Le comunità familiari «formalizzate»: evoluzione e disciplina. Un’indagine comparatistica. Inschibboleth Edizioni, Roma. ISBN: 978-88-5529-309-9

 

2021

Articolo in rivista
BORTOLU T (2021). Prenuptial agreements e cohabitation contracts tra concezione pubblicistica del matrimonio e autonomia di regolamentazione nei rapporti di natura “familiare”. FAMILIA, p. 805-831, ISSN: 1592-9930

 

2021

Articolo in rivista
BORTOLU T (2021). La malpractice sanitaria in tempo di pandemia tra rimedi di natura contrattuale ed extracontrattuale ed approdi indennitari. Tutele a confronto. COMPARAZIONE E DIRITTO CIVILE, p. 1087-1116, ISSN: 2037-5662

 

2021

Articolo in rivista
BORTOLU T (2021). Le disposizioni anticipate di trattamento nel prisma della comparazione tra Italia e Germania. JUS CIVILE, p. 799-819, ISSN: 2421-2563

 

2021

Articolo in rivista
BORTOLU T (2021). Fine vita tra biodiritto e bio-equity. Modelli a confronto. COMPARAZIONE E DIRITTO CIVILE, p. 523-558, ISSN: 2037-5662

 

2021

Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
BORTOLU T (2021). Solidarietà e regresso nella responsabilità medica. In: Garofoli R. Focus magistratura. I FOCUS DI NELDIRITTO, p. 53-63, Roma / Molfetta:Neldiritto Editore, ISBN: 978-88-3270-917-9

 

2020

Nota a sentenza
BORTOLU T (2020). MANTENIMENTO DELLA PROLE E SPESE STRAORDINARIE: CONCORSO NEGLI ONERI E DIVIETO DI RICOMPRENSIONE FORFETTARIA NELL’ASSEGNO. GIUSTIZIA CIVILE.COM, ISSN: 2420-9651

 

2019

Articolo in rivista
BORTOLU T (2019). L’evoluzione della famiglia nel diritto italiano: interlocutori nazionali e sovranazionali. ARCHIVIO STORICO E GIURIDICO SARDO DI SASSARI, p. 15-55, ISSN: 2240-4864

 

2019

Monografia o trattato scientifico
BORTOLU T (2019). Dalla «famiglia» alle «famiglie». Note di diritto comparato. QUADERNI DI DIRITTO DELLE SUCCESSIONI E DELLA FAMIGLIA, NAPOLI:Edizioni Scientifiche Italiane, ISBN: 978-88-495- 4002-7

 

2016

Nota a sentenza
BORTOLU T (2016). No all’indennizzo all’infortunio in itinere se l’uso del veicolo privato non è assistito da un vincolo di “necessità”. IL CORRIERE GIURIDICO, p. 225-236, ISSN: 1591-4232

2014

Nota a sentenza
BORTOLU T (2014). Convivenza more uxorio e attribuzioni patrimoniali: obbligazioni naturali. FAMIGLIA E DIRITTO, p. 888-908, ISSN: 1591-7703