Mario Cosenza

mario.cosenza[at]unina.it

Assegnista in: TESTI, TRADIZIONI E CULTURE DEL LIBRO. STUDI ITALIANI E ROMANZI (TTCL)

Titolo del progetto di ricerca: Dalla dissimulazione onesta all’anonimato sovversivo. Su intellettuali, libri e idee nell’età moderna italo-francese

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  • Mario Cosenza (Napoli, 1990) è stato assegnista di ricerca presso Università degli Studi di Napoli – Federico II. Il 24 aprile 2020 ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Scienze Filosofiche, 32° ciclo, presso l’Università degli Studi di Napoli – Federico II e, in cotutela internazionale, con l’Université Paris Nanterre in Langue et Littérature françaises et de l’espace francophone, Université Paris Nanterre, titolo della Tesi: Jacques-André Naigeon (1735-1810) tra ombre e Lumi / Jacques-André Naigeon (1735-1810) entre ombres et Lumières, relatori il prof. Paolo Amodio e il Prof. Colas Duflo, tesi successivamente pubblicata in italiano ed in corso di traduzione in francese presso la Societé Diderot. Si è formato presso l’Università degli Studi di Napoli – Federico II conseguendo la Laurea Magistrale in Scienze Filosofiche. Collabora con vari gruppi di ricerca internazionali ed è cultore della materia in Filosofia Morale, cattedra presso la quale svolge attività didattica.

    Project Title

     

    Dalla dissimulazione onesta all’anonimato sovversivo. Su intellettuali, libri e idee nell’età moderna italo-francese

     

    Overview of the chosen topic and main reasons for choosing it

     

    Tra filosofia e filologia, l’Italia rinascimentale fu avanguardia culturale e luogo di ardite sperimentazioni di pensiero. Le varie articolazioni del pensiero libertino del ‘600 più maturo si formeranno proprio in continuità con questa stagione e, ancora oltre, la filosofia rinascimentale sarà il fulgido arsenale da cui spesso i nuovi intellettuali “battaglieri” del secolo dei Lumi attingeranno per forgiare i loro attacchi culturali.

    In questo senso, le ispirazioni cinquecentesche hanno avuto una funzione pratica: finanche la radicale diversità delle ispirazioni di un certo secolo XVII e XVIII troverebbe una certa univocità nel fatto che le comuni radici intellettuali figlie della stagione rinascimentale furono utilizzate come materiale di riflessione – e, in taluni casi, di battaglia – per un fecondo ripensamento sul tema della possibilità, da parte dei “letterati”, di assumere pienamente il proprio ruolo testimoniale o militante.

    Il progetto intende dunque porre il Cinquecento come termine a quo di una serie di istanze concettuali studiate divenute parte integrante del tentativo di fondare, tra ‘600 e ’700, una piena sincerità espressiva e comunicativa.

    Da questo versante l’obiettivo sarebbe procedere a un serrato confronto fra tre opere esemplari dei rapporti tra vero e dicibile, stampa e manoscritto, editoria ufficiale e clandestinità, ispirazioni e senso innovativo.

    Si tratta Della Dissimulazione onesta di Torquato Accetto, del 1641; Difficultés sur la religion proposées au Père Malebranche di Robert Challe, scritta tra il 1710 e il 1713; Le militaire philosophe, del 1767, stralcio “ateizzato” dell’opera di Challe, frutto del lavoro editoriale di Jacques-André Naigeon (e, in alcuni tratti, del Barone d’Holbach).

    Un libro pienamente seicentesco e intriso di necessarie reticenze, quello di Accetto; un trattato circolante solo in versione manoscritta, pienamente e maturamente deista, l’opera di Challe; uno scritto arditamente materialista e ateo, che si serve del manoscritto di Challe per la propria propaganda, quello di Naigeon.

    Tra spirito autoriale, istanze sociali poste dal proprio tempo storico e una volontà di sapere e di dire che è pur sempre un fattore che può rendere arduo il celarsi, che ne è dell’impegno degli intellettuali quando domina il timore dell’esposizione diretta?

     

     

    State of the art

     

    Riguardo Della dissimulazione onesta, pilastro è l’edizione critica di Nigro (1997). Imprescindibili anche lo studio di Manganelli (1983), così come le ormai classiche parole crociane e le più recenti incursioni di Palumbo (1994) e Villari (2009). In Francia, il trattatello di Accetto (traduzioni della prima edizione critica di Nigro nel 1984 e nel 1990) è stimato come scritto di non secondaria importanza per rintracciare una stagione filosofica di grande ispirazione per il secolo dei Lumi d’oltralpe.

    Challe è stato a sua volta oggetto di molte attenzioni in terra francese (assai meno in Italia): pilastri restano Difficultés la storica edizione critica di Mortier (1970) – quando ancora non era chiaro che l’autore fosse proprio Challe – e le successive messe a punto di Mortier e Moreau.

    Per quanto riguarda l’attenzione a Jacques-André Naigeon gli studi sono ormai molto attivi: egli finalmente emerge come elemento imprescindibile per la comprensione della stagione finale del secolo dei Lumi francese. Segnalo almeno: E. Boussuge, A. Mothu, «Le chaînon manquant de la bibliographie holbachique: la liste de Naigeon “le jeune”», La Lettre clandestine, 29, (2021), pp. 407-462.

    In Italia, i suoi scritti senza d’Holbach non sono mai stati oggetto di traduzione o edizione critica.

     

    Project Objectives and description, including methodology

     

    I tre testi, nella loro diversità innegabile, sembrano talvolta rispondere alle stesse domande ideali – «cosa è possibile dire in un testo? Cosa ne è della verità che non può esser detta?» – e pratiche – «come sfuggire alla censura?».

    L’opera di Torquato Accetto è una piccola gemma di un certo moralismo (a)politico, e suggerisce un modello di comportamento che sappia discernere tra il necessario e l’utile, ma non dimentichi il Vero. Accetto, difatti, è intriso di cultura platonista, ed è un grande esempio del riconfigurarsi di molte idee cardine del rinascimento italiano, riproposte però, e di lì velate, dietro una cortina di prudenza quasi impenetrabile che permetta, de facto, la tranquillità del saggio.

    Qui, la critica del testo e l’analisi filologica devono fondersi con una valutazione del contesto storico in cui Accetto poteva concepire un’opera del genere e calibrare la propria condotta. Lo scritto del meridionale è intessuto della cultura italiana a lui coeva, e mostra in filigrana la sofferta situazione del Vicereame di Napoli, che di lì a pochissimo avrebbe conosciuto la rivolta del 1647.

    A inizio ‘700, il problema del dicibile non era meno sentito ed è per questo che il progetto vorrebbe compiere un “salto” temporale e geografico nel mondo della letteratura clandestina francese.  Da una lettura di Difficultés sur la religion proposées au Père Malebranche (scritta tra il 1710 e il 1713) di Robert Challe – autore che aveva a cuore il pensiero rinascimentale e barocco, e viaggiò in Italia – può emergere il legame con l’ispirazione che anche guidava Accetto, lì dove si guardi in filigrana ai loro intenti.

    Da un lato, l’opera di Challe inizia a far emergere una totale rottura con l’ideale della reticenza “concettuale”. Alla ritirata strategica di Accetto, è opposta invece una formidabile messa in discussione deista di tutti i dogmi e le istituzioni secolari del tempo. Così operando, però, Challe non rinuncia alle proprie personali contromisure e indirizza segretamente il proprio scritto alle biblioteche dei dotti del suo tempo, senza neanche firmare la propria opera (la quale gli sarà attribuita solo negli anni ’70 e ’80 del ventesimo secolo). La scelta sembra essere in favore della “libera” esposizione del pensiero, ma a un prezzo enorme, quello della propria stessa figura di autore, la quale va deposta in “attesa” di un mondo pronto ad accoglierla.

    Il deismo gagliardo e vivo non era però abbastanza per i più accesi philosophes della seconda metà del XVIII secolo: infatti, una certa filosofia del ‘500 – quella della Natura ma anche quella apertamente “greca” che nondimeno sapeva nutrirsi del pensiero scientifico moderno – trova una sua clamorosa rivalutazione complessiva in alcuni pensatori del materialismo francese, i quali, tuttavia, le impongono una pesantissima virata “impegnata” – come si può vedere anche negli articoli dedicati ai pensatori italiani nell’Encyclopédie.

    Che cosa diventa Difficultés? Proprio Le militaire philosophe.

    Infatti, Le militaire altro non è che una sintesi – stralciata e radicalizzata – del manoscritto di Difficultés entrato in possesso di Naigeon, il quale ignorava fosse di Challe.

    Lì dove messi a confronto, si nota immediatamente lo scarto tra tempi e convinzioni differenti. Bisogna notare come la cultura dei Lumi, sentendosi ormai pienamente libera e capace di condurre ora un combattimento anche politico, sembri guardare in filigrana proprio a “sconfiggere” i pensieri di chi come Accetto aveva concepito la dissimulazione come un “male necessario” della cultura: il ruolo dei philosophes vuole porsi in totale antitesi a quello dei cortigiani, dei dissimulatori o anche dei deisti non conseguenti.

    Ma anche Naigeon e d’Holbach, per tenere in piedi la possibilità di esprimersi pienamente, devono compiere una rinuncia che – forse paradossalmente – proprio Accetto non aveva dovuto compiere: quella alla propria paternità d’autori, costretti ancora alla “doppia dottrina”.

     

    Le opere scelte offrono un ventaglio di possibilità a uno studio che voglia rintracciare “gli ultimi fuochi” di una grandiosa filosofia come quella cinquecentesca tramite le corrispondenze con l’epoca immediatamente successiva: la crisi della coscienza europea seguita ad alcune folgoranti illuminazioni rinascimentali non era riuscita a disintegrare le linee di continuità tra intellettuali nascosti ma pur sempre “resistenti”. Qui, il tema è anche quello dell’importanza delle istituzioni come le Accademie – dagli oziosi all’Institut de France – e il loro essere luoghi di scambio ma anche di occultamento intellettuale.

    Inoltre, l’idea è di misurarsi con i vari gradi di sviluppo dell’idealtipo dell’intellettuale dell’età moderna, che da cortigiano si è fatto dissimulatore, e poi ancora honnête homme e philosophe – a tal fine, lo studio non può esimersi dal considerare l’entrata in gioco di nuovi contesti editoriali, i quali rendevano la parola anche una merce economica e iniziavano lentamente a subordinarne le possibilità di diffusione a considerazioni “altre” (dal “mercato” all’“opinione pubblica”).

    Obiettivo del progetto sarebbe anche lavorare a un’edizione critica (con traduzione italiana) di Le militaire philosophe: opera agile e mai apparsa in Italia, si presterebbe a un lavoro che cercasse di mostrarne gli intimi rapporti con Difficultés oltre che la sua importanza per i lumi “radicali”.

    Tale lavoro potrebbe essere parte integrante del presente progetto, e potrebbe giovarsi della collaborazione già in corso con il gruppo ENCCRE (edizione critica integrale dell’Encyclopédie des sciences, arts et des métiers) e con l’équipe “Lett&Philo” dell’Université Paris Nanterre.

     

    Sources

     

    Dopo il 1641, le notizie su Accetto scompaiono nella nebbia e non sempre è stato facile operare sulle fonti. La riscoperta crociana (1928) restituì una prima immagina di Accetto oltre le Rime, e agli studi di Croce sono poi seguiti importanti articoli lungo il secolo. In ogni caso, riguardo Della dissimulazione onesta il lavoro critico di Nigro è ormai il punto di partenza obbligato.

    Alla Bibliothèque Mazarine di Parigi sono conservate tre copie manoscritte delle Difficultés di Challe. Esse sono: la versione lunga, ms. 1163 (da cui l’edizione Mortier) due ridotte, ms. 1192, ms. 1197. Il ms. 1163 è quello da cui Naigeon trasse Le Militaire. Altri contributi insostituibili sono ormai: Maria Susana Seguin (a cura di), Robert Challe et la sociabilité de son temps, Montpellier, 2010; Geneviève Artigas-Menant, Jacques Cormier et Driss Aïssaoui (a cura di), Robert Challe au carrefour des continents et des cultures, Paris, 2013 – studiosi con cui si è in contatto e pronti a indicare altre possibili fonti challiane.

    Per quanto riguarda Naigeon, non possediamo alcun manoscritto autografo. La scomparsa è da ritenersi pressoché incontrovertibile date le modalità di lavoro del tandem con d’Holbach. Non per questo gli archivi parigini non possono comunque riservare sorprese riguardo le fonti e le procedure utilizzate – in particolare la BNF, gli archivi dell’Institut de France e la BHVP. Anche le collezioni private cui si è potuto avere accesso durante la messa a punto (in continuo aggiornato) della Correspondance di Naigeon sono utili a riguardo. Alcuni nuovi studi portano però alla luce aspetti non considerati prima. La bibliografia secondaria integrerà continuamente la ricognizione che si ha in mente.

    PUBBLICAZIONI

    Monografie:

    M Cosenza, All’ombra dei Lumi. Jacques-André Naigeon philosophe, Scuola delle Scienze Umane e Sociali. Quaderni, FedOA – Federico II University Press, Napoli 2020, ISBN: 978-88-6887-082-9; DOI: 10.6093/978-88-6887-082-9; ISSN: 2499-4774.

    Saggi e articoli:

    M Cosenza, Diderot e la cultura inglese tra Shaftesbury e i freethinkers. La traduzione del testo come opportunità filosofica per una libre pensée, «Atti dell’Accademia di Scienze Morali e Politiche», CXXV (2015), Giannini Editore, Napoli 2015, pp. 125-149, ISSN: 1121-9270.

    M Cosenza, Il medico-filosofo La Mettrie: materialismi, sapere medico, scienze, «S&F_scienzaefilosofia.it», 17 (2017), pp. 127-139, ISSN: 2036-2927.

    M Cosenza, Introduzione e cura di Denis Diderot, I gioielli indiscreti, Alessandro Polidoro Editore, Napoli 2017, ISBN: 978-88-85737-06-8.

    M. Cosenza, Il primo Rousseau, la scienza e un’incompatibilità di fondo, «S&F_scienzaefilosofia.it», 19 (2018), pp. 125-142, ISSN: 2036-2927.

    M. Cosenza, Arte e tecnica materiale nell’Encyclopédie, «S&F_scienzaefilosofia.it», 19 (2018), pp. 217-230, ISSN: 2036-2927.

    M. Cosenza, Diderot interprete della natura, «S&F_scienzaefilosofia.it», 20 (2018), pp. 180-203, ISSN: 2036-2927.

    M. Cosenza, Naigeon, entre tradition clandestine et activité académique, in P.-F. Moreau e M. S. Seguin (a cura di), «La Lettre clandestine. Pensées secrètes des académiciens», 28 (2020), Classiques Garnier, Paris 2020, pp. 255-269, ISBN 978-2-406-10650-0.

    M. Cosenza, P. Amodio, Naples et Pompeii nell’Encyclopédie, in C. Capaldi, M. Osanna (a cura di), La cultura dell’antico a Napoli nel Secolo dei Lumi. Omaggio a Fausto Zevi nel dì genetliaco. Atti del Convegno Internazionale Napoli-Ercolano 14-16 novembre 2018, «L’erma» di Bretschneider, Roma 2020, ISBN: 978-88-913-2041-4 (cartaceo) ISBN: 978-88-913-2043-8 (digitale).

    E. Boussuge, M. Cosenza, Pour un inventaire de la Correspondance de Naigeon, in «Recherches sur Diderot et sur l’Encyclopédie», 55 (2020), ISBN 978-2-9543871-6-1, ISSN électronique 1955-2416, pp. 139-169.

    D. Salottolo, M. Cosenza, L. Lo Sapio, Sars-CoV-2: riflessioni e spunti di indagine su un evento epocale, «S&F_scienzaefilosofia.it», 25 (2021), ISSN: 2036-2927, pp. 7-11.

    M. Cosenza, Pensiero e strategia. Su di alcuni legami tra teoria e azione politica ai tempi del Covid-19, «S&F_scienzaefilosofia.it», 25 (2021), ISSN: 2036-2927, pp. 40-56.

    A. Zhok, [M. Cosenza], Conversazione sull’oggi. Scienza, filosofia e politica per tempi difficili, «S&F_scienzaefilosofia.it», 25 (2021), ISSN: 2036-2927, pp. 187-202.

    E. Boussuge, M. Cosenza, Un primo inventario della Correspondance di Naigeon, «Archivio di Storia della Cultura», XXXIV (2021), pp 249-275, ISSN: 1124-0059, ISBN: 978-88-207-6920-8.

    V. Costa, [M. Cosenza], Società a morte zero e legittimità sociale. Spunti tra pensiero, tecnica e democrazia a-venire, «S&F_scienzaefilosofia.it», 26 (2021), pp. 109-122, ISSN: 2036-2927.

    Recensioni:

    M Cosenza, recensione a Gianluca Mori, L’ateismo dei moderni. Filosofia e negazione di Dio da Spinoza a d’Holbach, «S&F_scienzaefilosofia.it», 17 (2017).

    M. Cosenza, recensione a Julien Offray de La Mettrie, L’uomo macchina, «S&F_scienzaefilosofia.it», 17 (2017).