Federico Ruggiero

federico.ruggiero2[at]unina.it

Assegnista in: TESTI, TRADIZIONI E CULTURE DEL LIBRO. STUDI ITALIANI E ROMANZI (TTCL Senior)

Titolo del progetto di ricerca: Una nuova edizione delle rime di Onesto da Bologna Edizione e commento


Federico Ruggiero (Napoli, 1988) si è formato tra l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e l’Università di Roma “La Sapienza”, dove ha conseguito la laurea magistrale con una tesi in Storia della lingua italiana, lavorando all’edizione e al commento del corpus lirico di Bruscaccio da Rovezzano. Presso lo stesso ateneo ha conseguito il titolo di dottore di ricerca, lavorando all’edizione critica del commento  all’Inferno di Guiniforte Barzizza (1438). Agli interessi relativi all’esegesi dantesca del Tre e Quattrocento ha continuato ad affiancare quelli sulla lirica italiana due-trecentesca, dedicando particolare attenzione alla produzione stilnovista e ad alcune questioni attributive riguardanti il canzoniere di Cino da Pistoia. In anni recenti, nell’àmbito della “Nuova Edizione Commentata delle Opere di Dante”, ha curato una raccolta dei testi lirici scritti da altri poeti per la morte di Dante o per celebrarne la fama.

Nell’anno accademico 2018-2019 è stato docente a contratto presso il Dip.to di Beni Culturali dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, tenendo il corso ordinario di Filologia della Letteratura Italiana per il CdL in “Lettere” (12 cfu). Nell’anno accademico 2019-2020, è stato docente a contratto presso il Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Napoli “Federico II”, tenendo il corso di Filologia italiana per il CdL in “Lettere Moderne”.

Nell’anno 2020 è stato assegnista presso la Scuola di Alta Formazione “Alberto Varvaro” in Storia e Filologia del Manoscritto e del Libro antico, occupandosi di attività didattica e tutorato.

Obiettivo del progetto è l’allestimento di una nuova edizione critica e commentata dei ventinove testi che la tradizione attribuisce a Onesto di ser Bonacosa degli Onesti (Bologna, 1240 ca. – ivi, 1303 ca.). Data la spiccata vocazione dialogica della lirica medievale e di Onesto in particolare, ai suoi testi vanno ad aggiungersi quelli dei suoi numerosi corrispondenti: dodici, secondo quanto stabilito dall’ultimo editore (Orlando 1974), ma  il numero è da ampliare. A quasi cinquant’anni di distanza dall’ultima edizione del suo corpus, si propone un sistematico aggiornamento del lavoro sia sul versante  ecdotico, sia su quello interpretativo, oggi ampiamente implementabili grazie all’ausilio di indagini recenti e dell’uso delle banche dati.

Confermano la necessità di procedere in questa direzione alcuni studi pubblicati dopo l’ed. Orlando, molti dei quali hanno sensibilmente spostato le coordinate del discorso, giungendo in definitiva a riconoscere a Onesto una marcata specificità all’interno del panorama lirico coevo, evidente sia per ciò che pertiene al suo ruolo di fiancheggiatore-oppositore dello Stilnovo, sia per quanto concerne il peso esercitato su Dante, non limitato al solo versante lirico. Tra le ragioni che suggeriscono di riesaminare la produzione di Onesto ci sono anzitutto le acquisizioni testimoniali, perlopiù dovute al censimento di rime di Dante condotto da Domenico De Robertis. Ai 24 testimoni da Orlando adibiti alla constitutio textus (28, conteggiando anche i presunti descripti), il censimento consente di aggiungerne 19: un numero imponente, e che può tuttavia essere ridotto escludendo i testimoni recenziori espressamente denunciati come descritti. Ai 6 nuovi canzonieri emersi sono da aggiungere almeno altri due testimoni venuti alla luce in anni recenti, entrambi di acclarata utilità, e che portano a 8 il totale delle nuove testimonianze. Tali acquisizioni, oltre ad imporre una revisione puntuale del testo, consigliano di procedere a una rilettura complessiva delle dinamiche della trasmissione delle rime di Onesto. Pur nei limiti tracciati da un corpus ridotto, non sarà superfluo interrogarsi sull’eventuale portato informativo che l’ordinamento delle rime potrebbe veicolare, posta l’eventualità che siano da leggere come originali serie testuali ricorrenti. Al di là del codice Chigiano L VIII 305, che rappresenta il momento di coagulo nella tradizione delle poesie di Onesto, andrà dato risalto anche ad altri testimoni a torto sottostimati e tuttavia interessanti perché portatori di singolari agglomerati di liriche.

Alle questioni inerenti alla costituzione dei testi e al loro ordinamento sono da affiancare quelle delle integrazioni. Si tratta di testi da assegnare a corrispondenti, e che contribuiscono a rafforzare l’immagine di un rimatore particolarmente votato al modo dialogico. Il numero di questi testi in corrispondenza potrebbe salire da dodici a quattordici, qualora si accogliessero due proposte avanzate da Claudio Giunta (1995 e 2002). La prima riguarda la possibilità che la canzone Se co lo vostro dir di Onesto risponda a una canzone del concittadino Picciòlo (Prego ch’audir) costruita sul medesimo schema e sulle stesse rime; la seconda riguarda la possibilità che al sonetto Davante voi, madonna, tràdito dal ms. Laurenziano Redi 9, risponda il bolognese Polo Zoppo a nome della «madonna» del missivo con il sonetto Voi che tanto inver’ me (L 400).

Il miglioramento del testo è solo uno degli aspetti su cui s’intende concentrarsi: obiettivo non secondario è anche l’arricchimento dell’apparato esegetico e la stesura di una introduzione sulla personalità letteraria di Onesto, tanto più necessaria oggi alla luce del dibattito sorto a margine delle sue tenzoni con Cino e Guittone. Supplementi d’indagine potranno riguardare anche gli aspetti formali, fra i quali si segnalano  le scelte metriche, spesso eccentriche rispetto alla prassi coeva e anteriore e pertanto meritevoli di analisi.

L’auspicio è che il lavoro di (ri)edizione e commento costituisca il punto di partenza per una rivalutazione complessiva della figura di Onesto, più volte auspicata ma di fatto mai raggiunta. Vuoi per le particolarità della tradizione superstite, vuoi per la sua apertura al dialogo con poeti diversi per generazione e per scelte ideologico-stilistiche, Onesto restituisce meglio di altri colleghi il passaggio di testimone fra due modi di fare poesia. Oltre a contribuire alla definizione del sodalizio fiorentino organizzatosi all’ombra di Guido e Dante, la poesia di Onesto si caratterizza per una singolare convivenza fra l’ammirazione per la vecchia guardia e l’«intenerimento stilnovista» (Contini). L’obiettivo è in parte riconoscere a Onesto la sua funzione-cardine nell’ambiente bolognese tardo-duecentesco, corroborando gli attestati di stima espressi dal Dante del De vulgari  e dal Petrarca dei Trionfi; in altra parte s’intende sancire il ruolo cruciale svolto da Bologna durante uno dei momenti di snodo  della nostra storia letteraria. Dal riconoscimento del ruolo giocato da Onesto in questo milieu passa, difatti, anche una più soddisfacente messa a fuoco della geografia letteraria del nostro Duecento poetico.

 

Articoli in rivista:

Bruscaccio da Rovezzano, Le rime, testo critico e commento, in «Letteratura italiana antica», 16, 2015, pp. 61-200.

Per la paternità di ‘Naturalmente chere’: questioni antiche e nuovi rilievi, in «Carte romanze», 4/1, 2016, pp. 181-208.

Due canzoni antiviscontee di Bruscaccio da Rovezzano nel codice Marucelliano C 152, in «Filologia e critica», 41, 2016, pp. 72-93.

Il commento di Guiniforte Barzizza a ‘Voi ch’ascoltate’. Edizione, cronologia, proposte, in «Studi (e testi) italiani», 38/2, 2017, pp. 105-125.

Le ballate di Dante: aspetti innovativi e osservazioni sulla tradizione manoscritta, in «L’Alighieri», 53, 2019, pp. 5-23.

Per il testo del commento di Guiniforte Barzizza all’‘Inferno’, in «Rivista di studi danteschi», 19/2, 2019, pp. 274-350.

Un sonetto da restituirsi a Cino? ‘Io mi son tutto dato a trager oro’, in «Nuova rivista di letteratura italiana», i.c.s.

A proposito di Cino detrattore di Dante, in «Rivista di studi danteschi», i.c.s.

 

Contributi in volume

La ballata nello Stilnovo, in Stilnovo e dintorni, a cura di M. Grimaldi e F. Ruggiero, Roma, Aracne, 2017, pp. 113-51.

Tedaldi, Pieraccio, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 95, 2019, sub v.

Tolomei, Iacomo, in  Dizionario Biografico degli Italiani , vol. 96, 2019, sub v.

Il Dante dei Visconti: il commento di Guiniforte Barzizza all’‘Inferno’, in Da Boccaccio a Landino. Un secolo di lecturae Dantis, a cura di L. Boeninger e P. Procaccioli, Firenze, Le Lettere, i.c.s.

Geografia, in Lessico della poesia lirica italiana, a cura di L. Geri, M. Grimaldi, N. Maldina, Roma, Carocci, i.c.s.

 

Libri e parti di libri:

Testi di compianto e altri testi in volgare sulla figura e l’opera di Dante, in Nuova edizione commentata delle opere di Dante (NECOD). VII. Opere di dubbia attribuzione e altri documenti danteschi. 2. Opere già attribuite a Dante e altri documenti danteschi, a cura di P. Mastandrea, Roma, Salerno Editrice, i.c.s.

Guiniforte Barzizza, Commento all'”Inferno”, Roma, Salerno Editrice, i.c.s.

 

Curatele:

Stilnovo e dintorni, a cura di M. Grimaldi e F. Ruggiero, Roma, Aracne, 2017.

Dal Testo all’Opera, a cura di  M. Aghelu, G. Benzi, M. Cianfoni, S. Corelli, C. Licameli, A. Mattei, F. Ruggiero, G.L. Zappalà [numero monografico di «Studi (e testi) italiani», 40, 2017].