Sara Giovine

sara.giovine[at]unina.it

Assegnista in: TESTI, TRADIZIONI E CULTURE DEL LIBRO. STUDI ITALIANI E ROMANZI (TTCL)

Titolo del progetto di ricerca: Tra pubblico e privato. La scrittura epistolare delle donne di potere in Italia tra XV e XVI secolo


Sara Giovine (Milano, 1989) si è formata presso l’Università degli Studi di Padova, dove nel 2017 ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienze linguistiche, filologiche e letterarie, con una tesi sulla sintassi e sulla retorica dell’Orlando furioso. Dopo il dottorato, è stata borsista dell’Accademia della Crusca, della Fondazione Giorgi Cini di Venezia e assegnista dell’Università di Padova, dove è cultrice della materia in Storia della lingua italiana.

È stata docente a contratto della Fondazione UniverMantova (dove ha tenuto il corso di Lingua e linguistica italiana), della Libera Università di Bolzano (dove si è occupata del laboratorio di Avviamento alla scrittura scientifica) e dell’Università di Verona (dove ha tenuto il corso di Lingua italiana).

I suoi interessi di ricerca hanno privilegiato, oltre alla sintassi del poema di Ariosto, la lingua epistolare di Ugo Foscolo; le traduzioni italiane dei simbolisti francesi (specialmente Verlaine e Rimbaud), con attenzione soprattutto alle implicazioni linguistico-stilistiche; la storia della grammatica unitamente a questioni di lessicografia, anche come redattrice del LEI – Lessico Etimologico Italiano.

Oggetto della ricerca è la scrittura epistolare femminile tra XV e XVI secolo, in particolare delle nobildonne che hanno rivestito ruoli di potere (e talora anche di governo) nell’Italia del secondo Quattrocento e del primo Cinquecento, in una fase cruciale per lo sviluppo della storia politica e linguistica della penisola. I loro documenti epistolari costituiscono infatti delle testimonianze preziose di scrittura dell’uso, il cui studio può permettere di ricostruire i tratti distintivi della varietà di lingua scritta non letteraria comunemente impiegata da una specifica categoria socioculturale: quella delle donne, non partecipi dei dibattiti teorici sul volgare, ma che del volgare si servono abitualmente per comunicare anche con individui provenienti da differenti aree della penisola, e che quindi necessitano di una lingua di comunicazione efficace, al di là delle differenziazioni diatopiche.

Per la costituzione del corpus, si procederà alla selezione di un campione esemplificativo di lettere autografe di una ventina di scriventi, equamente distribuite lungo l’arco cronologico di interesse e rappresentative delle principali aree geolinguistiche della penisola. La scelta di focalizzare l’indagine su scriventi laiche di status elevato, caratterizzate di norma da un livello culturale “medio”, consente di integrare le nostre conoscenze sulle cosiddette realizzazioni linguistiche “intermedie”, e in particolare sulle varietà medie di lingua scritta in uso in Italia tra Quattro e Cinquecento, non ancora adeguatamente indagate per quanto riguarda il versante della produzione femminile. All’interno di questa, le lettere delle “donne di potere” rappresentano un oggetto di studio di particolare interesse, anche in ragione dell’uso particolare che tali donne fanno dello strumento epistolare, in un periodo che vede l’affermazione della lettera come mezzo di comunicazione privata e insieme indispensabile strumento di comunicazione politica tra gli Stati. Attraverso la corrispondenza epistolare, esse infatti non solo mantengono i contatti con i propri affetti lontani e con la famiglia di origine, ma tessono anche una fitta rete di relazioni politico-diplomatiche e clientelari, costruendo dei testi in cui la dimensione privata e familiare risulta fortemente intrecciata con quella pubblica.

L’indagine linguistica di tali scritture, appunto al confine tra pubblico e privato, può quindi permettere anche di verificare l’esistenza di una specificità femminile nell’esercizio del potere e in particolare nelle sue ricadute linguistiche all’interno del medium epistolare, quali la selezione di differenti strategie retorico-discorsive di tipo persuasivo o il ricorso privilegiato a determinati repertori lessicali (afferenti per esempio al campo semantico delle emozioni e dell’affettività).

 

Monografie

  • «Trouver une langue». Forme e stili della traduzione di Rimbaud in Italia, Padova, Padova University Press, 2022.
  • «Così vien poetando l’Ariosto». Strutture sintattiche e strategie retoriche nell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto, Firenze, Franco Cesati, 2020.

Curatele

  • I gesti del mestiere. Traduzione e autotraduzione tra Italia e Francia dal XIX al XXI secolo, a cura di Jacopo Galavotti, Sara Giovine, Giacomo Morbiato, Padova, Padova University Press, 2021.

Articoli in rivista

  • «Per impulso d’amore»: su Diego Valeri poeta-traduttore di lirica francese, «Studi novecenteschi», XLVIII, 101, 1 (2021), pp. 79-104.
  • Mascherina, «Lid’O. Lingua italiana d’oggi», XVII (2020), pp. 165-71.
  • Le traduzioni di Rimbaud in Italia, «Incontri», XXXIII, 2 (2018), pp. 65-77.
  • Varianti sintattiche tra primo e terzo Furioso, «Ticontre», IX (2018), pp. 305-24.
  • Tra ipotassi e paratassi. Sulla sintassi del periodo dell’ottava ariostesca, «Stilistica e metrica italiana», XVII (2017), pp. 73-106.
  • Sintassi e stile nell’epistolario di Ugo Foscolo, «Stilistica e metrica italiana», XVI (2016), pp. 253-84.
  • Espressionismo linguistico e inventività ironico-giocosa nella scrittura epistolare di Ugo Foscolo, «Studi di Lessicografia Italiana», XXXII (2015), pp. 159-84.

Articoli in volume o in atti di convegno

  • «Con facilità et copiosamente». Risvolti didattici della citazione d’autore nei Commentarii della lingua italiana di Girolamo Ruscelli, in Apprendere una lingua tra uso e canone letterario. Gli esempi nella riflessione grammaticale in Europa (secoli XVI-XVIII), a cura di Ester Pietrobon e Anna Polo, Milano, Ledizioni, 2022, pp. 91-119.
  • Strategie sintattico-stilistiche di rappresentazione dell’altrove nei racconti di Buzzati, in (IR)raggiungibile. Altri mondi nella letteratura e nel teatro, a cura di Davide Cioffrese, Matteo Massari e Irene Soldati, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2021, pp. 205-14.
  • «Une chimère vitale et essentielle». Tradurre Verlaine in Italia, in I gesti del mestiere. Traduzione e autotraduzione tra Italia e Francia dal XIX al XXI secolo, a cura di Jacopo Galavotti, Sara Giovine, Giacomo Morbiato, Padova, Padova University Press, 2021, pp. 29-50.
  • Eterno / Eternità, in Parole che dici umane. Riflessioni linguistiche “Il morire e la morte”, “Il tempo e l’eterno”, Firenze, Fondazione Stensen, febbraio-dicembre 2019, a cura di Maria Cristina Torchia, Firenze, Accademia della Crusca, 2021, pp. 107-18.
  • Movenze colloquiali e sintassi del parlato nelle Letteredi Ludovico Ariosto, in Oralità e scrittura. I due volti delle parole. Atti del convegno internazionale, Università degli studi di Padova (11-12 gennaio 2018), a cura di Teresa Cancro, Chiara De Paoli, Francesco Roncen, Valeria Russo, Padova, Padova University Press, 2019, pp. 131-41.
  • L’ottava di Ariosto tra simmetria e variazione, in Nuove prospettive sull’ottava rima, a cura di Laura Facini, Lecce-Rovato, Pensa MultiMedia, 2018, pp. 81-103.
  • La sintassi del Furioso tra narrazione epica ed esperienza lirica, in In limine. Forme marginali e discorsi di confine, a cura di M. De Blasi, G. Imbriaco, F. Messina, S. Orlando, V. Schettino, Università degli studi di Napoli “L’Orientale”, Quaderni della ricerca-2, Napoli, 2018, pp. 125-40.
  • Tra norma e stile: sull’uso dei pronomi clitici nel Furioso, in In fieri. Ricerche di linguistica italiana. Atti della I Giornata ASLI per i dottorandi (26-27 novembre 2015, Firenze, Accademia della Crusca), a cura di Sergio Lubello, Firenze, Franco Cesati, 2017, pp. 83-93.

Articoli lessicografici

  • [in corso di stampa] cooperculumcoruscarecoruscatiocrabro, *krkcunearecuneatuscuneoluscuneus in Lessico Etimologico Italiano, fondato da Max Pfister, e diretto da Wolfgang Schweickard ed Elton Prifti, Wiesbaden, Reichert, 1979-.

Articoli di consulenza linguistica

  • Si può essere sconcentrati?, «Italiano digitale», XX, 1, 2022, pp. 27-32.
  • Green pass: uno pseudoanglismo di uso (quasi esclusivamente) italiano, «Italiano digitale», XX, 1, 2022, pp. 192-99.
  • Anche in Italia possiamo brassare la birra, «Italiano digitale», XIX, 4, 2021, pp. 119-24.
  • Un facsimile non è un template… ma sono entrambi invariabili?, «Italiano digitale», XVII, 2, 2021, pp. 92-95.
  • Ok, boomer: uno scontro generazionale combattuto (anche) a colpi di meme, «Italiano digitale», XVI, 1, 2021, pp. 126-31.
  • Non incappiamo in errori nella grafia di capasanta, «Italiano digitale», XVI, 1, 2021, pp. 89-91.
  • Qual è il plurale di parco giochi?, «Italiano digitale», XV, 4, 2020, pp. 21-23.
  • Il COVID-19 o la COVID-19?, «Italiano digitale», XIV, 3, 2020, pp. 3-9.
  • Coronavirus: un nome comune (di virus) per una malattia non comune, «Italiano digitale», XII, 1, 2020, pp. 84-89.
  • Vi rispondiamo… per il giusto tramite, «Italiano digitale», XII, 1, 2020, pp. 28-32.
  • È meglio accordarsi sull’uso di fasarsi e settarsi, «Italiano digitale», XI, 4, 2019, pp. 89-93.
  • Sextortion: una minaccia (anche) per la nostra lingua?, «Italiano digitale», X, 3, 2019, pp. 61-64.
  • Anche un uomo può essere entusiasta, «Italiano digitale», X, 3, 2019, pp. 3-5.
  • Una risposta forbita, «Italiano digitale», IX, 2, 2019, pp. 34-37.
  • Poliamore: una nuova parola per un vecchio concetto?, «Italiano digitale», VIII, 1, 2019, pp. 62-64.
  • Vi rispondiamo… a prescindere!, «Italiano digitale», VIII, 1, 2019, pp. 28-30.
  • I capelli si asciugano con il fon, il fonoo il phon?, «Italiano digitale», VII, 4, 2018, pp. 62-64.
  • Avere da o avere a + infinito?, «Italiano digitale», VII, 4, 2018, pp. 39-40.
  • Una risposta che calza a pennello, «Italiano digitale», VI, 3, 2018, pp. 43-45.
  • Siamo qui… a rispondervi, «Italiano digitale», VI, 3, 2018, pp. 5-7.
  • Rider(s): quando l’inglese suona alla porta, «Italiano digitale», V, 3, 2018, pp. 63-65.
  • Ghosting: quando il partner (e l’italiano) diventa un fantasma, «Italiano digitale», IV, 1, 2018, pp. 89-91.
  • Che stress questo (ab)uso di stressare!, «Italiano digitale», IV, 1, 2018, pp. 54-56.
  • Su questa risposta non ci viene a piovere!, «Italiano digitale», IV, 1, 2018, pp. 9-12.
  • Sull’uso di impattare e impattante, «Italiano digitale», III, 3, 2017, pp. 24-28.

Recensioni

  • [rec. a] Sergio Bozzola, Chiara De Caprio, Forme e figure della saggistica di Calvino. Da «Una pietra sopra» alle «Lezioni americane», Roma, Salerno, 2021, in «La Rassegna della Letteratura italiana», 126, 1 (2022), pp. 271-72.
  • [rec. a] D’otto in otto versi. Il poema in otta­va come ricettore di generi, a cura di Guglielmo Barucci, Sandra Carapezza, Michele Comelli e Cristina Zampese, Firenze, Ce­sati, 2019, in «Esperienze letterarie», XLVI, 2 (2021), pp. 138-41.
  • [rec. a] Jacopo Galavotti, «Spento era il gran Bembo». Metrica e sintassi nei lirici veneziani del secondo Cinquecento, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2021, in «La Rassegna della Letteratura italiana», 125, 2 (2021), pp. 618-19.
  • [rec. a] Cultura e identità nazionale nella storia della grammatica, Atti del Convegno internazionale di studi, Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore, 6-7 maggio 2019, a cura di Simone Pregnolato e Michele Colombo, «Studi di grammatica italiana», XXXIX (2020), in «La Rassegna della Letteratura italiana», 125, 1 (2021), pp. 295-97.
  • [rec. a] Stefano Ondelli, L’italiano delle traduzioni, Roma, Carocci, 2020, in «La Rassegna della Letteratura italiana», 124, 2 (2020), pp. 629-30.
  • [rec. a] Alessio Cotugno, La scienza della parola. Retorica e linguistica di Sperone Speroni, Bologna, Il Mulino, 2019, in «La Rassegna della Letteratura italiana», 124, 1 (2020), pp. 304-305.
  • [rec. a] Lettura dell’«Orlando furioso» diretta da Guido Baldassarri e Marco Praloran, vol. I a cura di Gabriele Bucchi e Franco Tomasi, 2016; vol. II a cura di Annalisa Izzo e Franco Tomasi, 2018, Firenze, Edizioni del Galluzzo, in «Linguistica e letteratura», XLIV, 1-2, (2019), pp. 184-195.
  • [rec. a] Tullio De Mauro, Il valore delle parole, con un saggio di Stefano Gensini, Roma, Treccani, 2019, in «La Rassegna della Letteratura italiana», 123, 2 (2019), pp. 562-63.
  • [rec. a] Giuseppe Patota, La grande bellezza dell’italiano. Il Rinascimento, Bari-Roma, Laterza, 2019, in «La Rassegna della Letteratura italiana», 123, 1 (2019), pp. 277-79.
  • [rec. a] La Crusca e i testi. Lessicografia, tecniche editoriali e collezionismo librario intorno al Vocabolario del 1612, a cura di Gino Belloni e Paolo Trovato, Padova, Libreria Universitaria, 2018, in «La Rassegna della Letteratura italiana», 122, 2 (2018), pp. 585-86.
  • [rec. a] Amelia Juri, L’ottava di Pietro Bembo, Pisa, ETS, 2016, in «Stilistica e metrica italiana», XVIII (2018), pp. 321-22.