Anna Anita Mollo

annaanita.mollo[at]unina.it

Assegnista in: LOSPD (LOSPD)

Project title: DiVuTech Protection of Disability and Vulnerability in relation to Technology

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  • DiVuTech

    Research Project on Protection of Disability and Vulnerability in relation to Technology

    This project aims to conduct a legal analysis of the elements of vulnerability/disability in technological scenarios from a perspective of ethical-legal compliance, in order to promote inclusion in all contexts where an individual develops his or her personal identity (family, school, work and social relations).

    The analysis focuses on:

    • disability  related to a psycho-physical non-integrity and
    • relational vulnerability (related to the technological environment), which may affect disabled people and not, focusing on the risks and benefits of technological evolution in these areas and the impact on fundamental rights (life, health, self-determination, confidentiality, data protection and accessibility).
      In an increasingly digitized world, technology becomes the main aid for disabled people to reduce social distances and live freely and independently, thanks to the web and devices that allow the recovery of physical and mental capabilities.

    In view of the above, the purpose of the research is to promote a human-centered technological development by reducing disability and, at the same time, respecting the current legislation on the protection of the most vulnerable, in an ethical-legal perspective in which jurists take part in the planning stage to assess the impact of the technology before its deployment.

    The right to self-determination in thought and action, far from constituting a barrier to technological evolution, must underlie all forms of progress and act as a “guide” to prevent disability to affect juridical categories such as will and capacity of the individuals.

    On the assumption that the autonomy of the individual is inevitably linked to his or her identity, the research will be divided into the following stages:

    1. Technology as an instrument of protection. The main goal is the protection of psychic integrity regarding certain techniques aimed not only at monitoring but also at intervening on cerebral activity, directing or modifying it (neuroscience as recently enhanced by AI, neurotechnologies and forms of brain-machine connection, Brain Machine Interface). From an ethical as well as a legal perspective, the core of this research is to identify all the aspects for which a legal analysis is fundamental in the prodromal stage of elaboration and design of technological devices to aid disability. This is done to balance the undeniable benefits of these techniques in terms of improving the quality of life of disabled people with the risks of inadequate protection of their individuality and cognitive freedom.
    2. Technologies as an instrument of vulnerability. The goal, here, is to determine whether, in addition to the risk related to the alteration of the individual’s faculties of choice and thought (caused by the well-known mechanisms of data collection and profiling), there is a cause-and-effect relationship between operating in the virtual world (Internet, social networks, instant messaging services, eCommerce websites etc) and the emergence of fragility (unexpressed in real life) that may lead to real pathologies attributable to disability and that can determine a limitation of the ability to act.
    3. New technologies as a tool for inclusive education. This last stage is aimed at developing a possible study plan that, by encouraging students with disabilities to develop digital skills, also identifies their educational needs with specific reference to the study of law, increasing awareness of the impact of technology on their rights and protection.

    L’obiettivo del presente progetto è quello di condurre un’analisi giuridica sulla disabilità e vulnerabilità nei contesti tecnologici al fine di favorire l’inclusione in tutti i contesti in cui si sviluppa l’identità personale di un individuo (famiglia, scuola, lavoro e relazioni sociali) in una prospettiva di compliance etico-giuridica.

    L’analisi vuole riguardare:

    • la disabilità, correlata ad una non integrità psico-fisica e
    • la vulnerabilità relazionale (quale quella rispetto all’ambiente tecnologico), che può interessare i soggetti con disabilità e non

    focalizzando l’attenzione sui rischi e benefici dell’evoluzione tecnologica in tali ambiti e l’impatto sui diritti fondamentali (vita, salute, autodeterminazione, ma anche riservatezza, protezione dei dati particolari e accessibilità) .

    In un mondo sempre più digitalizzato, la tecnologia diventa il principale ausilio delle persone affette da disabilità per ridurre le distanze sociali e vivere in modo libero e autonomo, grazie alla rete internet e ai dispositivi che consentono il recupero di capacità fisiche e psichiche.

    In considerazione di ciò, lo scopo della ricerca è quello di favorire uno sviluppo tecnologico human-centered, volto a ridurre la disabilità ma allo stesso tempo rispettoso dell’attuale normativa in materia di protezione delle persone più vulnerabili, in una prospettiva etico-giuridica in cui il giurista interviene nella fase della progettazione per valutare l’impatto della tecnologia prima che questa venga diffusa.

    Il diritto all’autodeterminazione nel pensiero e nell’azione, lungi dal costituire un argine all’evoluzione tecnologica, deve essere sotteso ad ogni forma di progresso e  fungere da faro, per evitare che la disabilità divenga un mezzo per incidere sulle categorie giuridiche della volontà e della capacità dei soggetti.

    Sul presupposto che l’autonomia del singolo sia inevitabilmente collegata alla sua identità, la ricerca sarà articolata nei seguenti tre livelli di analisi:

    1. La tecnologia quale strumento di tutela: l’obiettivo è la tutela dell’integrità psichica rispetto a determinate tecniche volte non più solo a monitorare ma anche ad intervenire sull’attività celebrale, indirizzandola o modificandola (neuroscienze come da ultimo potenziate con l’Intelligenza artificiale, neurotecnologie e forme di connessione cervello-macchina, Brain Machine Interface). In una prospettiva in primo luogo etica oltre che giuridica, si vogliono individuare tutti gli aspetti per i quali appare fondamentale l’analisi giuridica nella fase prodromica di elaborazione e progettazione di dispositivi tecnologici a sussidio della disabilità; ciò al fine di bilanciare gli innegabili benefici di tali tecniche in termini di miglioramento della qualità della vita dei soggetti disabili con i rischi di una non adeguata tutela dell’individualità e delle libertà cognitive degli stessi.
    2. Le tecnologie come strumento di vulnerabilità: l’obiettivo è comprendere se, oltre al rischio connesso all’alterazione delle facoltà di scelta e di pensiero dell’individuo (causati dai ben noti meccanismi di raccolta e profilazione dei dati), esista una relazione di causa ed effetto tra operare nel mondo virtuale (rete internet, social network, servizi di messaggistica istantanea, siti per il commercio online etc) e l’emersione di fragilità (inespresse nella vita reale) che rischiano di sfociare in vere e proprie patologie riconducibili alla disabilità e che possono determinare una limitazione della capacità di agire.
    3. Le nuove tecnologie come strumento di inclusione: l’obiettivo è quello di elaborare un possibile piano didattico che, favorendo lo sviluppo di competenze digitali degli alunni affetti da disabilità, individui, altresì, i loro bisogni educativi con specifico riferimento allo studio del diritto, aumentando la consapevolezza dell’impatto della tecnologia sui diritti e sulle tutele di alunni disabili.