Daniele Alessi

daniele.alessi@unina.it

PhD in: ARCHEOLOGIA E CULTURE DEL MEDITERRANEO ANTICO
Ciclo: XXXV - Titolo progetto: Il Primo Stile in area vesuviana


Esperienza professionale

  • 02/2019-08/2019

Docente Esperto Storico per “Progetto PON”, presso SSPG Massimo D’Azeglio, Marano di Napoli

  • 07/2015

Assistente di biblioteca per “Part-time universitario”, presso Biblioteca di Ricerca di Area Umanistica, Napoli

 

Istruzione e formazione

  • 11/2019-alla data attuale

Dottorato di Ricerca in “Archeologia e culture del Mediterraneo antico. Ricerca storica, conservazione e fruizione del patrimonio”, presso Scuola Superiore Meridionale, Napoli

  • 07/2019

Laurea magistrale in “Archeologia e Storia dell’Arte”, presso Università degli Studi di Napoli Federico II, con votazione di 110 e lode. Tesi in “Archeologia della Magna Grecia”, relatore Prof. M. Osanna, correlatore Prof. C. Rescigno: Sistemi di copertura e decorazioni architettoniche dal Foro Triangolare di Pompei (campagna di scavo 2017)

  • 16/07/2018-31/07/2018

Scavo archeologico per Università degli Studi di Napoli Federico II, presso Parco Archeologico di Pompei

  • 09/07/2018-13/07/2018

Scavo archeologico per Università degli Studi del Molise, presso Castello di Sant’Elia a Pianisi (CB)

  • 02/2018-07/2018

Erasmus, presso Eötvös Loránd University – Faculty of Humanities, Budapest (Ungheria)

  • 17/07/2017-28/07/2017

Scavo archeologico per Università degli Studi di Napoli Federico II, presso Parco Archeologico di Pompei

  • 02/2016

Laurea triennale in “Archeologia e Storia delle Arti”, presso Università degli Studi di Napoli Federico II, con votazione di 102/110 e lode. Tesi in “Storia greca”, relatore Prof.ssa E. Miranda: Aristotele: un intellettuale nella Grecia del IV secolo a.C.

  • 22/09/2014-11/10/2014

Scavo archeologico per Università degli Studi di Napoli Federico II, presso Parco Archeologico di Elea-Velia

  • 06/2012

Diploma di maturità classica, presso Liceo Classico Statale Umberto I, Napoli

 

Pubblicazioni

  • Schede di catalogo, in Bentini L., Marchesi M., Minarini L., Sassatelli G., Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna (Catalogo della mostra – Bologna, Museo Civico Archeologico, 7 dicembre 2019-24 maggio 2020), Milano 2020, pp. 229-230

 

Partecipazioni a convegni

  • Human remains: Ethics, Conservation, Display (20-21/05/2019)

Titolo provvisorio: Il Primo Stile in area vesuviana

Tutor: Prof. Massimo Osanna / Co-tutor: Prof. Gabriel Zuchtriegel

Con la definizione “Primo Stile” si fa riferimento ad una particolare decorazione parietale pompeiana caratterizzata dalla riproduzione, in stucco, di file di blocchi squadrati, distribuiti lungo tutta l’altezza della parete, delineati mediante linee incise o superfici alternativamente sporgenti e rientranti, bianche o variamente colorate, e spesso accompagnati da elementi architettonici resi anch’essi plasticamente in stucco. Sviluppatosi in Grecia a partire dal V secolo a.C., tale stile decorativo si afferma definitivamente nel II secolo a.C., tra le strutture pubbliche e private dell’intero Mediterraneo.

Lo studio complessivo delle evidenze pompeiane è fermo al 1985, dunque si manifesta la necessità di aggiornare, in primo luogo, i dati riguardanti Pompei, per poi agganciarli a quelli relativi agli altri siti archeologici vesuviani. In questo modo si avrà la possibilità di arricchire il catalogo e di confrontare i diversi contesti in questione, per poter ottenere informazioni utili riguardanti innanzitutto: la presenza, sul territorio, di botteghe artigianali specializzate, le cui tecniche di lavoro possono essere comprese mediante analisi archeometriche degli intonaci e dei pigmenti delle decorazioni; il valore simbolico del Primo Stile, legato a determinate concezioni ideologiche e a precise volontà dei committenti. Nel tentativo di apportare ulteriori elementi innovativi alla ricerca, si tenterà di: indagare analogie e differenze con le attestazioni offerte dall’isola di Delo, che rappresentano il confronto più immediato al di fuori dell’Italia; identificare le diverse tipologie di marmi imitati dalle varie decorazioni; chiarire il rapporto esistente con il cosiddetto Stile Zero.

La volontà è quella di studiare il Primo Stile in modo totale, senza trascurare alcun aspetto ad esso legato e con l’ausilio di apparecchi digitali e tecnologici di ultima generazione, che possano consentire la produzione di una documentazione grafica e fotografica di alta qualità, utile non soltanto ai fini del progetto di ricerca e alla portata di chiunque, grazie alle infinite possibilità che oggi offrono gli strumenti della rete.