Chiara Fusco

chiara.fusco-ssm[at]unina.it

PhD in: TESTI, TRADIZIONI E CULTURE DEL LIBRO. STUDI ITALIANI E ROMANZI
Ciclo: XXXVII

Titolo progetto: Il Vago Filogeo di Sabello Michiel: edizione critica e commentata del testo e dell'apparato esegetico


Formazione

  • Laurea Magistrale in Filologia Moderna, Università degli Studi di Napoli “Federico II”
    Conseguimento in data 14/07/2020 con votazione 110/110 e lode.
    Tesi in Filologia italiana dal titolo “Il ms. Fonds Italien 78 della Bibliothèque Nationale de France. Aspetti codicologici e iconografici per un’altra idea di Dante”, relatore prof. Andrea Mazzucchi, correlatore prof. Gennaro Ferrante
  • Laurea Triennale in Lettere Moderne, Università degli Studi di Napoli “Federico II”
    Conseguimento in data 11/07/2018 con votazione 110/110 e lode.
    Tesi in Storia Medievale dal titolo “«Voltori e famelici lupi». La percezione del fenomeno mendicante nelle novelle di Masuccio Salernitano”, relatore prof. Giovanni Vitolo

Periodi di studio all’estero

  • Settembre 2019 – gennaio 2020
    Programma Erasmus+ presso Sorbonne Université – Paris IV.

Relazioni a convegni

  • 15-16 settembre 2022, Tipologie librarie e ricezione visuale dei manoscritti della Commedia in Francia nella prima modernità, Circulations des œuvres de Dante en France et Italie. Manuscrits, imprimés, collections, Université Rennes 2 – DHAF
  • 26-27 aprile 2022, «Scripto per amore». Aspetti codicologici e iconografici del ms. Fonds italien 78, Postumi del Centenario. Per un approccio integrato e digitale degli studi testuali, librari e iconografici sulla Commedia di Dante, Napoli, Chiesa dei SS. Marcellino e Festo – Auditorio MANN
  • 27-28 settembre 2021, Il Fior de Delia di Antonio Ricco: elementi petrarcheschi tra lirica cortigiana e popolare, «Laureatus in Urbe». Seminario annuale di studi petrarcheschi, V edizione, University of Notre Dame Rome Global Gateway, Università degli Studi di Roma Tre
  • 23-25 settembre 2021, Le guerre nel Regno di Napoli (1501-1504) dagli occhi di un esule: le rime politiche di Antonio Ricco, Letteratura e potere/poteri – XXIV Congresso Nazionale dell’Associazione degli Italianisti, Università di Catania, Monastero dei Benedettini
  • 17-18 settembre 2020,«Yeu cujava soven d’amor chantar». Una linea di confine nel canzoniere di Guiraut Riquier, Confini? Sulla permeabilità degli spazi liminari, PhD conference, Dipartimento di Filologia e Critica delle Letterature antiche e moderne, Università di Siena 1240

Pubblicazioni

  • Fusco C., Sulla ricezione della Commedia nella Venezia quattrocentesca: indagini intorno al ms. Fonds italien 78 della BnF, «Kepos. Semestrale di letteratura italiana», 2/2020, pp. 220-253, ISSN 2611-6685

Partecipazione a progetti di ricerca

  • 2020 – in essere
    Illuminated Dante Project, membro del gruppo di ricerca junior

Il progetto di ricerca mira alla realizzazione dell’edizione critica del Vago Filogeo, epistolario tardo-trecentesco opera del veneziano Sabello Michiel. Esso si compone di 26 epistole amorose – fittiziamente indirizzate dall’autore alla propria donna e costruite su exempla mitologici – divise in due libri: nel primo sono raccolte 14 epistole in prosa; nel secondo 12 epistole in terzine di endecasillabi e settenari. Le epistole sono accompagnate da un ricco apparato di glosse esegetiche che illustrano il contenuto erudito delle lettere, dando notizia dei personaggi storici, della mitologia classica e delle Sacre Scritture citati.

L’opera è attribuita, sulla base delle rubriche presenti in due dei quattro manoscritti che la trasmettono, a Sabello Michiel, il cui cognome tradisce l’appartenenza all’antica famiglia dei Michiel di Venezia: notizie sull’autore rivelano che nacque nel 1340 e morì intorno al 1390 (Milan 2010), che fu figlio del nobile veneziano Pietro Michiel e che dallo stesso, come si evince da un testamento, fu indirizzato alla mercatura. L’opera e le chiose sono dedicate a Iorio (Giorgio dei Cavalli) ed è proprio grazie alla dedica che la redazione dell’opera può essere circoscritta tra il 1370-73 e il 1376 (Pecoraro 1966). Sulla base di questa datazione, l’opera si impone come la prima a Venezia in ‘prosa toscaneggiante’ (Viscardi 1956), sebbene non manchino forme ed espressioni linguistiche venete.

Si deve a Guido Mazzoni la scoperta e la segnalazione dell’opera, in un articolo del 1888 in cui ne prometteva l’edizione, poi non realizzata; in seguito, Marco Pecoraro dedicò all’opera molte ricerche, ma senza giungere all’edizione, pur annunciata; Claudio Griggio, nel più recente intervento sul Filogeo (2002) informava della ripresa del progetto di edizione, ma l’opera è tuttora inedita. La fortuna critica del Filogeo, d’altra parte, non è mai stata generosa: ottenendo niente più che scarne citazioni in note a piè di pagina, l’epistolario è stato variamente e confusamente definito ora ‘poemetto’, ora ‘prosimetro’ e inserito nelle rassegne di letteratura allegorico-didascalica di fine Trecento, scontando di fatto un appiattimento a opera d’imitazione dantesca. Una rapida disamina del testo è stata sufficiente a constatare che l’appellativo di ‘epigono dantesco’ è particolarmente riduttivo per Michiel: se Dante fu certamente modello linguistico, è in realtà a Boccaccio che l’autore veneziano guardava, non solo per la costruzione della sua prosa, ma per la ripresa di episodi mitici delle Genealogie e per la struttura dell’opera, la cui commistione di testo e glosse – elementi integrali ed entità interne al testo – richiama la stessa architettura del Teseida.

La novità metrica del Vago Filogeo non risiede solo nel precoce e sistematico utilizzo del settenario all’interno della struttura della terza rima, ma anche e soprattutto per le ultime due epistole del primo libro: esse, infatti, sebbene scritte a mo’ di prosa in tutti i testimoni, suonerebbero, secondo Mazzoni – ma la questione è ancora da dirimere – come «versi endecasillabi e sciolti di rima», collocandosi dunque alla preistoria di questa forma metrica di cui, prima del Cinquecento, restano scarne attestazioni.

Questi, dunque, alcuni degli elementi di interesse del Vago Filogeo, sul quale sembra doveroso soffermarsi – dopo tre promesse edizioni mai realizzate – con rinnovato impegno filologico.

 

 

Bibliografia essenziale

 

C. Griggio – A. Romano, Per il testo del «Vago Filogeo» di Sabello Michiel, in Antichi testi veneti, a cura di A. Daniele, Padova, Esedra editrice, 2002.

G. Mazzoni, Due epistole del secolo XIV in endecasillabi sciolti. Questioni metriche, Padova, Tipografia del Seminario, 1888.

G. Milan, MICHIEL, Sabello, in Dizionario Biografico degli Italiani – Volume 74 (2010).

M. Pecoraro, Le imitazioni dantesche nel “Vago Filogeo” di Sabello Michiel, in Dante e la cultura veneta: Atti del Convegno di Studi (Venezia, Padova, Verona, 30 marzo – 5 aprile 1966), a cura di V. Branca e G. Padoan, Firenze, Olschki, 1966.

M. Pecoraro, Presenza del Boccaccio nel Vago Filogeo del Michiel, in Studi sul Boccaccio, vol. 5 (1969).

M. Pecoraro, Echi delle «Tre Corone» nel «Vago Filogeo» del Michiel, in Saggi vari da Dante al Tommaseo, Bologna, Pàtron, 1970.

A. Viscardi, Lingua e letteratura, in La civiltà veneziana del Trecento, Firenze, Sansoni, 1956.