Bernardino Pitocchelli

bernardino.pitocchelli@unina.it

PhD in: TESTI, TRADIZIONI E CULTURE DEL LIBRO. STUDI ITALIANI E ROMANZI
Ciclo: XXXV - Titolo progetto: Per una traduzione biblica giudeo-italiana. Edizione e studio linguistico del Libro di Osea e di un glossario.


Il presente progetto di ricerca ha l’obiettivo di evidenziare un momento chiave nella storia linguistica delle comunità ebraiche italiane tra Medioevo e prima età Moderna: l’abbandono della tradizionale scripta di tipo romanesco-meridionale e la conseguente introduzione di una nuova varietà di base toscaneggiante.
A quest’altezza cronologica, le comunità ebraiche europee redigevano la gran parte dei propri testi in caratteri ebraici, essendo l’uso della scrittura latina estremamente limitato per motivi pratici, ideologici e simbolici. La lingua prediletta per la stesura di poemi religiosi, atti commerciali, cronache, trattati medici, testi sacri, era in prevalenza quella ebraica. Ma in misura minore, seppur quantitativamente considerevole, erano utilizzate anche le altre lingue che gli Ebrei impiegavano quotidianamente nel parlato, a seconda del dominio linguistico di riferimento. I testi in lingue romanze redatti in caratteri ebraici sono oggi convenzionalmente denominati «giudeo-romanzi».
Tra l’ampia famiglia giudeo-romanza s’inserisce anche il cosiddetto «giudeo-italiano», che non si configura né come una lingua né come un dialetto autonomo, ma si attesta piuttosto come una definizione convenzionale per indicare testi in lingua italiana vergati in caratteri ebraici.
Situazioni di contatto linguistico generano sempre interferenze e contaminazioni più o meno marcate, e ciò è tanto più evidente in un contesto di contatto come quello qui presentato: tra una lingua romanza come l’italiano e una lingua semitica come l’ebraico.
In questa prospettiva, per tentare di chiarire alcune delle problematiche linguistiche e culturali che gli studi sui testi giudeo-romanzi portano con sé, il presente progetto intende realizzare un’edizione, con relativo studio linguistico, della traduzione biblica in giudeo-italiano del Libro di Osea. I manoscritti utilizzati saranno due importanti testimoni collocabili tra i secoli XV e XVI, e che tramandano, rispettivamente, la tradizionale varietà giudeo-italiana di tipo romanesco-meridionale e la scripta posteriore di base toscana. Per approfondire le peculiarità lessicali dei testi, si ricorrerà anche all’edizione di un glossario completo del lessico biblico.
L’edizione dei Libro di Osea prevede la trascrizione del testo in caratteri ebraici e la sua translitterazione a fronte in caratteri latini; il testo sarà presentato in una forma graficamente accessibile, ma evitando che questa normalizzazione grafica occulti fenomeni fonetici rilevanti. L’edizione sarà preceduta da una descrizione paleografica e codicologica dei manoscritti, oltreché dallo studio linguistico dei testi, e sarà seguita da un glossario selettivo delle voci di particolare interesse lessicologico.
Questa ricerca mira, pertanto, a dare un contribuito all’avanzamento degli studi sul giudeo-italiano, soffermandosi non solo sul versante lessicale dei testi – ambito più battuto nella ricerca degli ultimi anni, e sicuramente di grande interesse – ma indagandone anche gli aspetti fonetico-fonologici, morfologici e sintattici, tendenzialmente tralasciati dagli studi. Si cercherà, inoltre, di chiarire i rapporti di dipendenza tra le traduzioni giudeo-italiane e i modelli letterari ebraici, tentando di identificare poi – se possibile – eventuali modelli biblici di riferimento circolanti nelle comunità ebraiche italiane tra Medioevo e prima età Moderna. Indispensabile, allora, risulta in questo senso una ripresa dell’attività di edizione di testi giudeo-italiani medievali e rinascimentali, che il presente progetto si propone di perseguire.