Salvatore Suarato

s.suarato[at]outlook.com

PhD in: ARCHEOLOGIA E CULTURE DEL MEDITERRANEO ANTICO
Ciclo: XXXVI

Titolo progetto: Stabiae e Castellammare: il patrimonio archeologico nella città moderna e contemporanea. Conoscenza, restauro, valorizzazione

Supervisor(s): prof. arch. Andrea Pane | prof. Carlo Rescigno | prof. arch. Salvatore Di Liello


Stabiae e Castellammare: il patrimonio archeologico nella città moderna e contemporanea. Conoscenza, restauro, valorizzazione

Tra le città vesuviane sepolte dall’eruzione del 79 d.C., Stabia è l’unico centro che ha conosciuto una relativa continuità di vita. La sua rapida ripresa è attestata con maggiore o minore puntualità da alcune evidenze archeologiche, come strutture, miliari ed epigrafi. Tuttavia, ben poche sono le tracce emerse che meglio aiuterebbero a conoscere la storia urbanistica dell’insediamento romano, nonché la sua consistenza edilizia e stradale, nei secoli di transizione in cui essa si è evoluta nella città tardo-antica, moderna e contemporanea di Castellammare. Considerata, quindi, la forte stratificazione edilizia, è difficile riuscire a distinguere frammenti dell’antico insediamento ma anche procedere a nuove indagini archeologiche. In quest’ottica, si pongono come premesse necessarie la rilettura critica della frammentata documentazione disponibile e l’analisi aggiornata delle evidenze archeologiche ad oggi emerse, per giungere – anche attraverso il supporto di fonti di tipo archivistico, cartografico e iconografico – a riannodare i diversi anelli della catena storico-urbana da Stabia a Castellammare.

L’intero ambito di ricerca si incardina nella dialettica tra patrimonio archeologico e città. Sotto questo aspetto, la proposta di studio mira ad una indagine approfondita sull’evoluzione urbana di Castellammare di Stabia, contribuendo in maniera innovativa alla conoscenza dei processi insediativi che dall’abitato preromano hanno condotto la città alla propria strutturazione contemporanea. In prima analisi, verrà redatto un atlante informativo georeferenziato in GIS, utile non solo ai fini della ricerca, censendo per fasce cronologiche, forme architettoniche e istituzionali ciascuna struttura archeologica in luce o di cui si ha testimonianza solo bibliografica. Dopo la raccolta e l’interpretazione dei dati archeologici, si intendono avanzare considerazioni sui processi di urbanizzazione, individuando come e in quale misura il tessuto edilizio antico si è integrato senza soluzione di continuità con quello moderno e contemporaneo. Infine, posta una solida base di conoscenza, si proporranno riflessioni per costruire un possibile dialogo tra la realtà archeologica di Stabia e la città consolidata, per la valorizzazione di un sito complesso.